Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione massa carrara 0585 027167
PUBBLICITA'
Contattaci
Ultimo aggiornamento ore 07.17 del 4 Agosto 2020

Facebook La Voce Apuana Twitter La Voce Apuana RSS La Voce Apuana

«Mia figlia dolorante lasciata senza cure dal servizio dentistico Asl»

La denuncia di un cittadino di Carrara. Il Difensore civico regionale: «Se non potevano essere garantite delle prestazioni per l'emergenza covid, la paziente doveva essere avvisata»

i nodi della sanità
«Mia figlia dolorante lasciata senza cure dal servizio dentistico Asl»
Carrara - «Mia figlia Deborah afflitta da un forte mal di denti, lo scorso 6 luglio, si rivolge al servizio odontoiatrico presente presso il Distretto di Avenza (Carrara, Massa-Carrara) dell’Azienda Sanitaria Toscana Nord Ovest, credendo di poter risparmiare ma, soprattutto, di essere in grado di ricevere tutte le cure a lei necessarie». Inizia così la lettera del signor Fabio Mencucci, residente a Carrara che ha scritto una lettera ad Asl e Difensore civico regionale per denunciare il disservizio subìto dalla figlia nei giorni scorsi.

«Recatasi presso quegli studi dentistici – racconta Mencucci – il medico di turno, una donna, prima ancora di visitarla la invitava a rivolgersi al Cup per regolarizzare il pagamento della prestazione. Dopo una lunga attesa, l’addetta allo sportello esigeva ben 42 euro di cui 20 euro di quota fissa legata alla fascia di reddito. Tornata in studio, l’odontoiatra la visita e le apre il dente, lo medica e le prescrive una terapia antibiotica da assumere in caso di dolore. Il dente le viene “chiuso” con un semplice tappo di cotone idrofilo da levare al di fuori dei pasti ed infine le prescrive altresì degli sciacqui con acqua salata. Le fissa un nuovo appuntamento per il giovedì successivo a cui mia figlia si presenta regolarmente. Il suddetto medico ritiene opportuno chiudere il dente in modo provvisorio e spiga a mia figlia che in realtà quel dente andrebbe devitalizzato ma purtroppo, a causa dell’emergenza covid-19, i trattamenti endodontici sarebbero sospesi fino al prossimo mese di ottobre! Tali spiegazioni, se fossero state date a mia figlia prima del pagamento del ticket e della prestazione, si sarebbe senza indugio rivolta a uno studio privato non gettando nel nulla 42 euro che ha dovuto pagare come “contributo”».

«Mia figlia – prosegue il racconto – torna a casa, ma ben presto le si riacutizza il dolore tanto che inevitabilmente deve ricorrere alle cure di un medico dentista “privato” che le assicura e garantisce che presso il suo studio potrà essere curata in tutto e per tutto senza alcun problema, ovviamente a prezzi decisamente molto più alti rispetto a quelli, già peraltro non economicissimi, del Sst. Indipendentemente dai costi tuttavia, da semplice cittadino che deve sottostare alle tante, tantissime, oserei dire anche troppe regole per contenere la diffusione del contagio da Sars Cov 2, mi chiedo per quale motivo, se è corretto ciò che è stato detto presso il citato Distretto Sanitario a mia figlia, in uno studio dentistico pubblico il rischio contagio sarebbe più alto rispetto a quanto non lo sia in uno analogo, ma privato? A me sembra pazzesco tutto questo, privo di ogni fondamento di logicità, salvo che, dopo avermi spiegato la ratio di questa ipotetica disposizione Aziendale piuttosto che Regionale, non mi si convinca del contrario, ovviamente! Che senso ha tenere aperto un servizio che di fatto non può lavorare perché sarebbe loro vietato l’uso delle turbine e delle frese per curare i denti? Se un cittadino ha mal di denti in epoca covid-19 come, da chi e con quali soldi può curarsi?».

Una risposta è arrivata dal Difensore civico regionale, Sandro Vannini. La riportiamo di seguito.

va preliminarmente chiarito che per i servizi dentistici non ci troviamo di fronte ad un servizio che le Aziende sono tenute ad erogare come altre prestazioni sanitarie, ma di un servizi che la Regione ha scelto di erogare a costo calmierato a pagamento, dopo aver erogato la prima visita e gli interventi più urgenti con il pagamento del ticke t. Va precisato che di tale aspetto vi è l'obbligo di dare informativa agli utenti e non trovo indicazioni sul sito dell'Azienda Nord Ovest in merito.

Va anche osservato che la dentista che ha trapanato il dente con l'ascesso ignorava chiaramente a priori che tipo di intervento sarebbe stato necessario, ma se non potevano essere garantite alcune prestazioni a seguito dell'emergenza COVID19, anche di questo andava data preliminare informativa all'interessata. Inoltre la normativa prevede la possibilità di intervenire in caso di situazioni di "dolore acuto, (compresa pulpotomia ...[omissis]" (cito testualmente dal sito del Ministero) quindi l'interessata andava informata anche della circostanza che a fronte di una riacutizzazione del dolore poteva ripresentarsi al servizio.
Ciò premesso resto ovviamente in attesa di conoscere la ricostruzione dei fatti dell'Azienda Sanitaria in merito alla segnalazione ricevuta.
Lunedì 27 luglio 2020 alle 17:44:49
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Massa Carrara




-


















Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Massa n° 4/2017
Direttore responsabile: Matteo Bernabè

Contatta la Redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Liguria News