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Ultimo aggiornamento ore 22.35 del 25 Giugno 2019

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"Dammi i soldi o per tuo figlio finisce male". Madre perseguitata da 21enne

E' stato arrestato dalla polizia di Stato un giovane carrarese pregiudicato per estorsione: chiedeva continuamente somme di denaro

minacce di ritorsioni
`Dammi i soldi o per tuo figlio finisce male`. Madre perseguitata da 21enne
Carrara - A coronamento di un’articolata, rapida e incisiva attività d’indagine, operatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Carrara hanno assicurato alla giustizia un giovane cittadino carrarese di 21 anni, resosi responsabile di una sequela di atti persecutori ed estorsivi consumati ai danni di una donna 38enne, anch’ella carrarese.

Quest’ultima, esasperata dalle continue richieste di denaro del 21enne, sostenute da gravi minacce per l’incolumità propria e del figlio minorenne, dallo stesso ripetutamente rivoltele, si recava in Commissariato per denunciare le condotte di cui era stata vittima. Riferiva, in particolare, che l’estorsore esigeva le richieste somme di denaro a fronte di presunte, reiterate cessioni di sostanze stupefacenti del tipo “hashish” e “marijuana” da lui effettuate a beneficio del figlio, senza che questi avesse adempiuto al pagamento. La donna, inizialmente, intimidita dalla perentorietà delle richieste, ottemperava alle indebite pretese, corrispondendogli in più tranches la somma totale di 1.000 euro.

Cionondimeno il 21enne, in maniera sempre più insistente, pretendeva l’ulteriore somma di 800 euro, rappresentandole, nel caso in cui non lo avesse assecondato, gravi ritorsioni fisiche nei confronti del figlio, per mano propria o dietro mandato conferito a terzi soggetti innominati, presumibilmente appartenenti ad ambienti malavitosi locali.

Il soggetto, ampiamente noto alla Polizia in quanto, nonostante la giovanissima età, destinatario di precedenti penali e pregiudizi di polizia di significativo rilievo (l’ultimo arresto a suo carico, eseguito da quest’Ufficio per detenzione ai fini di spaccio di marijuana, risale solo allo scorso ottobre 2018), perseverava nei suoi atti persecutori aventi ad oggetto rivendicazioni patrimoniali arrivando a telefonare alla donna centinaia di volte al giorno, nonché inoltrandole messaggi vocali dai contenuti inequivocabilmente minatori, anche paventando l’eventualità di presentarsi presso il suo luogo di lavoro per minacciarla vis a vis.

Per interrompere la pericolosa escalation di violenza che avrebbe potuto portare a conseguenze nefaste per la vittima e per suo figlio, gli investigatori di quest’Ufficio, sotto l’egida del Pubblico Ministero titolare delle indagini – Sost. Proc. della Repubblica Dott. Marco Mansi – pianificavano un mirato servizio di osservazione in occasione di un previsto incontro della donna con l’indagato, stabilito in località Marina di Carrara, luogo in cui la stessa avrebbe dovuto concretizzare l’indebita dazione dei pretesi 800 euro.

Avvenuto l’incontro ed intascate le banconote, il 21enne raggiungeva un complice (anch’egli cittadino locale, 28enne, pregiudicato) per lasciare l’area; tuttavia veniva inaspettatamente raggiunto e bloccato da più operatori di polizia in abiti civili i quali, anche con ausilio di videoriprese, avevano nitidamente assistito e cristallizzato ogni fase della predetta consegna.

Il soggetto, condotto presso questi Uffici e sottoposto alle formalità di rito, veniva tratto in arresto obbligatorio in flagranza di reato per estorsione ed atti persecutori aggravati, quindi associato presso la casa di reclusione di Massa. Il complice, diversamente, veniva indagato a piede libero per concorso in estorsione

L’udienza di convalida dell’arresto celebrata successivamente ha avuto esito confermativo di corretta esecuzione restrittiva ed ha portato all’irrogazione, nei confronti del pregiudicato 21enne, della misura cautelare custodiale presso l’istituto penitenziario suindicato.

La descritta attività repressiva, realizzata in stretta sinergia operativa con l’Autorità Giudiziaria procedente, testimonia il costante impegno, messo in campo da Commissariato di Carrara con un’efficace e quotidiana attività d’indagine, nel contrasto alle esecrabili fenomenologie delittuose delle estorsioni e degli atti persecutori, oltreché di qualsivoglia condotta idonea ad esprimere atti ritorsivi, contraddistinti da violenza fisica e psicologica, perpetrati sulla scorta di supposte pretese patrimoniali.

Significative la tempestività e l’incisività con le quali è stata esercitata l’azione repressiva, interrompendo un excursus virulento a danno della vittima, potenzialmente foriero anche di più gravi conseguenze, connesse a fattori di vittimizzazione diretta e idonee ad ingenerare reazioni emotive e comportamentali ampiamente disfunzionali.

(foto: repertorio)
Venerdì 22 febbraio 2019 alle 16:48:37
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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