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Ultimo aggiornamento ore 10.02 del 17 Agosto 2018

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Rumianca, altri 51 milioni di euro per completare la bonifica

Syndial (Eni) sta portando avanti i lavori nel complesso di Avenza

ZONA INDUSTRIALE
Rumianca, altri 51 milioni di euro per completare la bonifica
Carrara - Questa mattina una delegazione composta dal sindaco di Carrara, assieme agli assessori dell'Ambiente e della Pianificazione Territoriale, e dalla Commissione Consiliare Attività Produttive, Commercio e Ambiente, ha visitato oggi lo stabilimento ex-Agricoltura di Avenza, dove Syndial sta realizzando gli interventi di bonifica dei circa 17 ettari assegnati a Eni per legge nel 1982, quando la società era Ente di Stato. L'area industriale non è mai stata sostanzialmente sede di attività Eni, se non per la gestione della chiusura avvenuta nel 1984, ma a cui è stato attribuito il compito e l'onere di bonificarla. Lo stabilimento produttivo, avviato nel 1940 da Rumianca, ha visto il susseguirsi di diverse realtà produttive, dalla chimica di base ai fertilizzanti e fitofarmaci e, dopo vari trasferimenti, nel 2001 è entrato a far parte di Enichem e dal 2002 è passato a Syndial per la gestione degli interventi di bonifica e demolizione.

Ad Avenza Syndial (Eni) ha finora speso per le attività di risanamento ambientale circa 36 milioni di euro, di cui circa 20 milioni per la realizzazione e la gestione degli interventi di messa in sicurezza della falda. Si stima che ulteriori 51 milioni di euro saranno necessari per completare le attività di bonifica suoli e falda, compreso il costo di gestione del trattamento – circa 9 milioni per i prossimi 15 anni - e per ultimare le demolizioni. In particolare, Syndial ha realizzato la messa in sicurezza di emergenza: nel 2004 ha presentato il primo progetto operativo di bonifica suoli e falda, dopo l'approvazione del Piano di caratterizzazione nel 2001. I progetti hanno avuto iter amministrativi ultra decennali, a causa delle richieste di revisione avanzate dagli Enti: il POB - Progetto operativo di bonifica della falda - è stato approvato con decreto del Ministero dell'Ambiente il 20 gennaio 2016.

Syndial, dopo il completamento degli interventi di messa in sicurezza d'emergenza attraverso la barriera idraulica (costituita da 28 pozzi) e dell'impianto per il trattamento delle acque di falda (TAF), sta procedendo con le attività di ampliamento del TAF da 160 a 200 mc/ora di capacità, e ha già realizzato 4 nuovi pozzi di pompaggio. Inoltre, nell'ottobre 2017 è stata conclusa la demolizione dell'ultimo capannone presente sull'area.

Syndial si è sempre confrontata con gli Enti di controllo nei diversi tavoli tecnici convocati dal Ministero dell'Ambiente. Particolare impegno è stato dedicato alla valutazione dell'analisi di rischio dei terreni, per la quale la società ha presentato cinque revisioni, giungendo poi all'approvazione nel luglio 2016. Nell'ottobre 2016 Syndial ha depositato l'ultimo POB - Progetto operativo di bonifica dei suoli per lotti, istruito con prescrizioni nella Conferenza dei Servizi del 26 giugno 2017; acquisiti i pareri e dopo il confronto con gli Enti, nel novembre 2017 Syndial ha presentato il POB dei "terreni insaturi", comprensivo dell'analisi di rischio e integrazioni.

A seguito dell'ulteriore tavolo tecnico del 5 dicembre scorso, Syndial è oggi in attesa della Conferenza dei Servizi decisoria e del decreto ministeriale che permetterà alla società di avviare i lavori di bonifica e di cedere progressivamente le aree già disponibili e utilizzabili per la riqualificazione e la reindustrializzazione del sito, per le quali la Regione Toscana e Syndial hanno definito un Protocollo d'Intesa, ora all'esame del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell'Ambiente, da sottoscrivere nell'ambito dell'accordo per il riconoscimento di Massa e Carrara quale area di crisi industriale semplice.
Mercoledì 17 gennaio 2018 alle 13:30:03
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