Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione massa carrara 0585 027167
PUBBLICITA'
Contattaci
Ultimo aggiornamento ore 08.06 del 30 Marzo 2020

Facebook La Voce Apuana Twitter La Voce Apuana RSS La Voce Apuana

Marmo, critiche da tutte la parti rivolte agli industriali. Gli anarchici: «Pezzenti»

Sulla scia dell'incidente accaduto la scorsa settimana e che ha prodotto un botta e risposta tra industrali e sindacalisti, continuano ad arrivare critiche

Sicurezza
Marmo, critiche da tutte la parti rivolte agli industriali. Gli anarchici: «Pezzenti»
Carrara - Una settimana fa un operaio di 26 anni si è rotto il bacino in circostanze ancora da chiarire. In tanti continuano ad esprimere la propria perplessità sulla vicenda e a chiedere alle autorità di fare chiarezza sull'accaduto. La Cgil regionale contesta le parole di Erich Lucchetti in risposta all'appello del segretario provinciale del sindacato, Paolo Gozzani. “Non ascolta, in tutta evidenza, il presidente degli industriali di Massa Carrara che accusa Paolo Gozzani, segretario della Cgil Apuana di attacchi strumentali sol perché ha chiesto chiarezza sulla dinamica dell'incidente pretendendo la giusta attenzione nei confronti dell'ennesimo infortunio sul lavoro. Va da se - si legge nella nota del sindacato -che se ci sono risvolti penali sarà la magistratura a stabilirlo, noi già conosciamo i risvolti sociali che sono drammatici. Nessuno dovrebbe farsi male sul lavoro, nessuno dovrebbe uscire la mattina per andare al lavoro e non tornare, la sera, a casa dai propri cari, ed invece sono in crescita quelli a cui tocca questa sorte. Ci domandiamo come si possa dire che stiamo facendo tutto il possibile”.

Toscana Verde Civica di Sinistra definisce inaccettabile “l'attacco frontale” del presidente degli industriali. “Ci è apparso sbagliato e inaccettabile l’attacco frontale del presidente degli industriali Erich Lucchetti contro il segretario della CGIL. Nel suo intervento - scrive Toscana Verde Civica di Sinistra - riguardo agli incidenti sul lavoro, Lucchetti non solo ci presenta una situazione quasi tranquilla e sotto controllo non rendendosi conto che le misure di prevenzione adottate pur importanti non sono sufficienti come dimostrano i fatti, ma dichiara anche con arroganza di non sopportare le osservazioni critiche e le sollecitazioni della CGIL per garantire una maggiore sicurezza. Ci saremmo aspettati da un rappresentate degli industriali che vorrebbe esser moderno una condivisione del problema e una comune preoccupazione con le organizzazioni sindacali per risolverlo. Abbiamo invece letto uno spocchioso articolo che si riassume in due parole: “Silenzio e lavorate”.

“Porre domande, come ha fatto la CGIL, ci pare normale da parte di un sindacato che, lo ricordiamo tutti, ha il compito di stare dalla parte dei lavoratori. Capire i meccanismi che oggi scandiscono i tempi nella produzione del marmo non è solo un fatto "giuridico", come vorrebbe far intendere Confindustria, ma è un elemento di trasparenza e dignità dei lavoratori, un atto dovuto di un territorio che ha fin troppo pagato l'arroganza di alcuni industriali”, così invece Rifondazione Comunista di Massa. “Vale la pena ricordare  che un anno e mezzo fa un altro incidente, purtroppo mortale, avvenne in circostanze simili, con un lavoratore che stava agendo a nome di una ditta in altro sito produttivo. Quindi crediamo che sia lecito e anzi opportuno capire cosa sia accaduto in queste circostanze: siamo contenti che il ragazzo di 26 anni ferito stia migliorando e vorremmo che tornasse a lavoro in piena tranquillità assieme a tutti i suoi colleghi, senza che resti a nessuno il dubbio su quello che è successo”. Poi una critica anche relativa alla pubblicità apparsa sulla stampa finanziata dalla ditta del lapideo coinvolta, seppur indirettamente a quanto sostiene una nota inviata dalla stessa azienda, nell'incidente. “Ci permettiamo di segnalare che abbiamo trovato di poco gusto trovare sulla stampa la pubblicità dell'azienda e dello specifico luogo dove è avvenuto l'incidente a poche pagine dalla notizia di quanto avvenuto, con tanto di nota dell'azienda stessa. La sensibilità nei confronti di chi è rimasto vittma dell'incidente si misura anche con questo. Come Rifondazione Comunista rimarchiamo poi che, nonostante il tentativo alquanto goffo di Confindustria di accomunare le finalità di aziende, lavoratori e territorio in un unico contenitore, gli obiettivi della classe industriale e di quella lavoratrice rimangono ben distinti, le esigenze e i bisogni di un territorio non coincidono meccanicamente con quelli degli indutriali, soprattutto oggi. Non si tratta di un pregiudizio ideologico come qualcuno vorrebbe far credere, ma della realtà dei fatti che i conflitti sociali, ambientali, sindacali, sono quotidianamente a dimostrare”.

Ancora più duro il comunicato del circolo degli Anarchici Gogliardo Fiaschi di Carrara che definisce “pezzenti” gli industriali. «L'unica cosa più odiosa di quando i "ricchi" giustificano la loro ricchezza con la beneficenza è la pretesa che tutti gli altri la debbano legittimare in virtù di questa. La beneficenza è una pratica che mal sopportiamo perché nella stragrande maggioranza dei casi non è altro che un modo borghese per lavarsi la coscienza, un retaggio distorto della cultura della carità cristiana per cui la speranza dei poveri è legittimata anche alla munificenza dei ricchi, nella fede di un aldilà paradisiaco», scrivono gli anarchici.
Nella lettera si rimettono in questione alcune pratiche bollate come incongruenti. «Ma noi siamo per l'aldiquà, e nell'aldiquà non è accettabile che ci si costruisca una credibilità costruendo pozzi in Africa coi proventi dell'inquinamento e della sistematica distruzione del sistema idrogeologico in Europa o donando macchinari per lo screening all'Asl mentre si alimenta la fabbrica dei tumori che imperversano sul nostro territorio. Ci pare proprio un'operazione bieca a vantaggio di ditte che producono utili milionari ogni anno (nel 2018 Franchi 20,57 milioni. Sage van 13,62 milioni, per citare gli utili di un paio di ditte a caso) sfruttando delle montagne, che sono un bene del mondo non una tavola imbandita per chi, privo di un reale interesse sociale, s'ingozza a dismisura rompendo anche i piatti e lasciando le briciole ai piccioni che si azzuffano per accaparrarsele. E ci auguriamo che non ci sia bisogno di ripetere che ogni metro cubo smembrato dalla montagna e finito nella hall di un albergo di lusso di un emiro non tornerà più». Poi l'attacco diretto. «Quin- di la Fondazione Marmo, diretta emanazione di quegli stessi industriali, non si affanni ad arrampicarsi sugli specchi tacciando come pregiudizi le critiche che sono state mosse all'organizzazione della Marble Marathon, perché quelle critiche sono giuste, circostanziate e servono a ricordare che quando si organizzano eventi con chi finanzia la distruzione del patrimonio naturale per motivi di lucro non si può pensare di vestirli con l'abito della tutela ambientale, perché questa è una truffa culturale, un imbroglio dialettico, insomma: solo un modo di raccattare soldi, e siamo convinti che quando il denaro diventa argomento principe della discussione ogni principio vada a farsi fottere». Nel mirino c'è anche la giunta grillina. «Questo vale anche per l'amministrazione comunale che ogni volta che chiede una mano agli industriali del marmo per organizzare o patrocinare iniziative legittima quel sistema capitalistico, devastante socialmente, di cui le imprese del marmo sono emblema; quindi poi non ci venga a raccontare sforzo di arginarlo. Non ci si stupisca poi delle infiltrazioni mafiose sul territorio che, con buona pace di chi le nega, sono presenti da decenni qui come come ovunque sussistano appalti lucrosissimi o pantagrueliche economie dominanti». Poi l'invito agli imprenditori a non nascondersi dietro espedienti retorici. «Cari industriali, giochiamo a carte scoperte: è ormai chiaro che vostro intento è unicamente quello di tutelare i vostri patrimoni milionari perché chi è convinto del valore della beneficenza la fa senza sbandierarla e non la usa a giustificazione del proprio operato. Se volete finanziare opere sociali fatelo mettendo a disposizione il vostro conto in banca, e cioè quel patrimonio che accumulate sulle spalle di tutti, non arrovellatevi dietro a fondazioni ed eventi culturali che sono sono solo specchietti per le allodole utili a lavare le iniquità del vostro guadagno nella fontana della condivisione. Ma voi, industriali, fate bene a tutelare i vostri privilegi, sia chiaro che non auspichiamo un vostro ravvedimento, però poi non adombratevi ipocritamente se qualcuno vi fa notare che è questo che state facendo: non si lamenti il domatore se la tigre si rivolta. Sta a noi, tutti, decidere quale futuro vogliamo per le nostre montagne e per la nostra comunità e agire di conseguenza».
Mercoledì 4 marzo 2020 alle 17:30:22
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Massa Carrara







-


























Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Massa n° 4/2017
Direttore responsabile: Matteo Bernabè

Contatta la Redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Liguria News