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L'ingegner Morandi e Carrara: fu lui a progettare il Palazzo comunale

Il progettista del ponte crollato a Genova è lo stesso che realizzò il Comune in piazza 2 Giugno. Ma c'è anche un legame indiretto tra la città del marmo e il tecnico

la tragedia del viadotto
L´ingegner Morandi e Carrara: fu lui a progettare il Palazzo comunale
Carrara - Inevitabilmente si sta parlando molto in queste ore di Riccardo Morandi, l'ingegnere romano che progettò il ponte autostradale di Genova crollato martedì scorso e che, appunto, porta il suo nome. Il progettista nella sua vita, infatti, ha realizzato oltre cento progetti in tutto il mondo che vanno da ponti a edifici, da abitazioni a viadotti.

E Carrara è tra le città del mondo dove Morandi collaborò per un progetto: quello dell'attuale Palazzo comunale che si trova in piazza 2 Giugno dagli anni '60. Il progetto fu realizzato infatti dagli architetti Bruno Fedrigolli e Dante Petrucci e, appunto, dall'ingegner Morandi. Quel progetto, da 200 milioni di lire (valore attualizzato: 3 milioni di euro circa) fu selezionato nel 1958 dopo un concorso nazionale e i lavori si svolsero tra il 1959 e il 1962. Il collaudo venne poi realizzato nel 1965 e il nuovo Comune divenne quello che oggi si trova in piazza 2 Giugno nel centro della città.

I vari commentatori, tecnici e opinionisti che hanno parlato sui media nelle ultime ore, in particolare sulla figura di Morandi, hanno messo in evidenza come nelle sue opere l'ingegnere romano conferiva un senso di leggerezza. Lo stesso senso che si ritrova nella struttura del Palazzo civico di Carrara, dove per esempio la sala consiliare, distaccata dal corpo principale dell'edificio, sembra quasi sospesa.

E poi c'è un elemento di connessione indiretta tra Morandi e Carrara. Infatti è curioso come il nome dell'ingegnere fu legato al primo progetto di salvataggio dei templi egizi di Abu Simbel, in cui i cavatori carrarese ebbero un ruolo di primo piano. Il progetto di Morandi vinse il concorso internazionale indetto dall'Unesco ma poi non fu realizzato perché giudicato troppo costoso. «Si trattava – è spiegato sul sito del Ministero dei beni culturali – di portare in salvo il prezioso patrimonio archeologico dell'Alta Valle del Nilo, nella zona tra l'Egitto e il Sudan, che stava per essere sommerso dalle acque a seguito della costruzione della diga di Aswan. Il progetto prevedeva un'impresa di straordinario impegno tecnico, ipotizzando una complessa procedura per tagliare e sollevare, tramite l'uso di martinetti idraulici, i due colossali costoni rocciosi in cui i templi erano stati scavati. Il suggestivo contesto del paesaggio originario sarebbe stato poi ricomposto integralmente, ad una quota più elevata. Il progetto, però, non fu mai realizzato per la decisione dei finanziatori che preferirono adottare una soluzione più economica anche se più invasiva, tagliando i Templi e rimontandoli più in alto». Ed è qui che entrò in gioco Carrara e le sue maestranze. Infatti per quel progetto la conoscenza e il contributo dei cavatori carraresi furono fondamentali per il salvataggio dei magnifici templi.
Venerdì 17 agosto 2018 alle 07:02:37
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