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Ultimo aggiornamento ore 13.05 del 20 Agosto 2019

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Il sindaco: «L'emergenza sono le scuole, non lo stadio. Quello striscione è intimidatorio»

De Pasquale: «Sono minacce vere e proprie che mi fanno temere per l’incolumità degli esponenti della mia amministrazione»

«pericoloso gettare benzina sul fuoco»
Carrara - «Le emergenze della nostra città sono la disoccupazione, la sicurezza delle scuole e del territorio non certo la capienza dello stadio o gli ammanchi della Carrarese, peraltro assolutamente irrisori a fronte delle ingenti risorse di cui dispongono i componenti della compagine societaria» lo dice il sindaco Francesco De Pasquale all’indomani di un fine settimana caratterizzato da forti tensioni sulla vicenda stadio sullo striscione apparso nei pressi dell'impianto con su scritto: «Firmate la concessione o veniamo col bastone».

«Capisco il rammarico dei tifosi ma non accetto le dichiarazioni incendiarie del vicepresidente della società che in modo strumentale punta il dito contro questa amministrazione pur sapendo perfettamente come stanno le cose e dove sono le vere responsabilità. I dirigenti della società dovrebbero calibrare bene le parole perché hanno delle responsabilità e alzando così i toni rischiano di surriscaldare gli animi di chi non ha un quadro completo e veritiero della situazione. Gettare benzina sul fuoco è pericoloso e lo striscione intimidatorio apparso fuori dello stadio ne è una preoccupante dimostrazione. Quelle apparse ieri all’esterno dell’impianto sono minacce vere e proprie che mi fanno temere per l’incolumità degli esponenti della mia amministrazione» afferma preoccupato il primo cittadino.

Dopo l’ennesima serie di uscite polemiche e false notizie sul caso-stadio il sindaco ribadisce: «Lo scandalo stadio è quello che ci siamo trovati a gestire da settembre in poi: una vicenda che nulla ha a che fare con l’operato della mia amministrazione ma che affonda le sue radici negli ultimi 15 anni di mancata manutenzione dell’impianto» afferma il primo cittadino. Senza entrare nel merito delle cronache giudiziarie che proprio in questi giorni hanno per protagoniste persone coinvolte anche nel rilascio delle vecchie autorizzazioni dello Stadio dei Marmi, De Pasquale ricorda: «Quando ci siamo insediati abbiamo trovato una documentazione datata 2015 che attestava l’agibilità dell’impianto. A settembre abbiamo scoperto che l’impianto presentava una serie infinita di difformità, le stesse segnalate nel 2005 dalla Commissione di Pubblico Spettacolo, delle quali non si faceva la minima menzione nell’agibilità del 2015. Il tutto senza che fosse stato fatto alcun lavoro. Noi siamo riusciti nell’impresa di assicurare alla società la possibilità di giocare regolarmente il campionato, un risultato non scontato: per farlo in soli 8 mesi abbiamo investito quasi 600mila euro di soldi pubblici, spendendo più di quanto fosse stato fatto nei precedenti 15 anni. Se invece di mettere 1 milione di euro nel restyling del manto da gioco si fosse curata la manutenzione dell’impianto e la sua messa a norma, oggi non saremmo a questi punti».

Quanto poi all’apertura della Curva Nord per i play-off, il primo cittadino ripete quanto affermato nei mesi scorsi ovvero che l’iter previsto dalla norma per l’adeguamento di quel settore e dunque l’aumento della capienza non era conciliabile con i tempi imposti dal calendario: «La scorsa settimana c’è stato il tentativo di trovare un percorso alternativo e accontentare i tifosi ma non è andato a buon fine, non certo per volontà della mia amministrazione».
Lunedì 13 maggio 2019 alle 18:08:55
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