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Ex Simposio, dopo il ritrovamento di Arsenico e Amianto ci vorranno nuove analisi

Le indagini di Arpat e della cooperativa ambiente hanno rilevato valori sopra i limiti

Ex Simposio, dopo il ritrovamento di Arsenico e Amianto ci vorranno nuove analisi
Carrara - Prosegue la caratterizzazione ambientale dell’area ex Simposio tra Carrione e Lavello, il cui completamento era previsto dall’accordo di programma tra Ministero dell’ambiente, Comune e Regione del 2016. Ma sono necessarie nuove indagini che vadano a integrare quelle già effettuate.

Il sito in questione si estende per 30.000 metri quadri ed è parte dell’area Sir (ex Sin) di Massa-Carrara. Nell’area affiorano due tipologie di materiale: scorie di colore antracite generate come scarti da lavorazioni di altoforno e strati molto compatti costituiti da una matrice ferrosa. Nei mesi scorsi l’autorità portuale ha commissionato le analisi di rischio alla cooperativa Ambiente. I risultati si possono leggere nel report redatto dall’autorità portuale il gennaio 2016 e nell’analisi di rischio di febbraio 2016.

La cooperativa ha realizzato 13 punti di monitoraggio di suolo e sottosuolo e 5 piezometri (3 di nuova costruzione e2 già esistenti) per il prelievo di campioni di acque sotterranee. I campioni di terreno prelevati sono stati 32, tra il 18 e il 20 maggio 2015. Gli esiti analitici hanno mostrato conformita` con i limiti normativi, fatta eccezione per tre campioni dove risultavano superati i limiti di concentrazione di arsenico. Le analisi sui campioni di acque sotterranee mostrato la piena conformita` di tutte le sostanze ricercate ad eccezione proprio del parametro arsenico.

Sono inoltre stati installati 13 piezometri per il monitoraggio delle acque di falda. Nel piezometro Pz3 è stata rilevata eccedenza di solfati, "presumibilmente ascrivibile all’estrema vicinanza al mare e all’assenza di una separazione fisica tra falda e acque marine". I solfati, poi, non sono volatili.

Le analisi della cooperativa sono state svolte in contraddittorio ad Arpat. In un documento del 12 aprile 2016 firmato dalla responsabile del dipartimento Arpat, si legge infatti che tra il 14 ottobre e il 20 maggio 2014 gli operatori hanno provveduto al prelievo di 18 campioni di terreno. Per le indagini sulle acque di falda sono stati prelevati cinque campioni di acqua provenienti dai cinque piezometri di cui sopra.

Dal confronto dei dati analitici di Arpat e quelli della società emerge “un sostanziale allineamento dei dati per quasi tutti i parametri tra i 18 campioni di Arpat e quelli dell’autortà portuale, tale in ogni caso, pur con le dovute differenze, da far classificare i rifiuti presenti nel sito come non pericolosi, ad eccezione di uno in cui la concentrazione di amianto è tale da far classificare il rifiuto come pericoloso cancerogeno”. Le analisi di parte invece non hanno evidenziato presenza di amianto al di sopra dei limiti di rivelabilità.

Per quanto riguarda le acque sotterranee, dei cinque punti di campionamento Arpat ha prelevato solo due campioni. Il parametro solfati non è stato ricercato; la società ha invece rilevato un superamento del parametro manganese nel piezometro Pz3

Il parere della regione Toscana sull’area ex Simposio si legge in un documento datato 25 magigio 2016, dove si suggerisce di ripetere le analisi, visto il disaccordo dei dati tra Arpat e proponente. “Si tratta di affrontare prioritariamente le questioni ambientali segnalate da Arpat e di procedere alla definizione di un progetto per la messa in sicurezza del sito definendone altresi` lo specifico riutilizzo,” si legge in conclusione.
Mercoledì 26 luglio 2017 alle 10:46:20
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