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Ultimo aggiornamento ore 07.02 del 21 Febbraio 2019

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Cave Michelangelo, Legambiente: «Gli industriali invocano il "far west"» | Foto

L'associazione ambientalista: «Ammettono la bassa percentuale di blocchi estratti rispetto ai detriti, ma omette di inquadrare il dato come una violazione di legge»

«patetica retorica»
Cave Michelangelo, Legambiente: «Gli industriali invocano il `far west`»<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/fotogallery/cave-michelangelo-legambiente-troppi-detriti-andrebbero-chiuse-446_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Foto</a></span>
Carrara - «Nei giorni scorsi, di fronte al tentativo dell’associazione industriali di presentare la cava Amministrazione, temporaneamente ferma per aver presentato documentazione incompleta, come vittima della burocrazia, abbiamo ricordato che in realtà, trattandosi di fatto di una cava di detriti (dal 2005 produce solo il 9% di blocchi e il 91% di detriti), la cava dovrebbe essere chiusa definitivamente a norma di legge, dal momento che viola il Praer, la Legge regionale 35/15 e il regolamento sugli agri marmiferi». Legambiente Carrara interviene nuovamente sulla vicenda che ha riguardato il blocco dell'attività alle cave Michelangelo.

«La lettera di Assindustria (si può leggere qui) è una difesa d’ufficio, infarcita di retorica, omissiva e fuorviante, della cava (pretenziosamente e per pura operazione di marketing, chiamata Michelangelo). Ammette la bassa percentuale di blocchi estratti rispetto ai detriti, ma omette di inquadrare il dato come una violazione di legge, che non consentirebbe il rilascio dell’autorizzazione. Pertanto può così derubricare il fermo temporaneo, ridicolizzandolo, a banali logiche burocratiche, sorrette da sterili e pericolose posizioni ideologiche. Assindustria, eludendo la questione dell’illegalità (grande come una montagna, si può ben dire), può così presentare il fermo temporaneo come un puro gesto punitivo contro le imprese che, in quanto tale, è pericolosamente estendibile a tutte le cave. Da qui, il passaggio, facile, alla retorica domanda: «le cave vanno chiuse o no?» con l’implicita alternativa secca: sì/no».

«Per Assindustria – prosegue l'associazione ambientalista – la normativa regionale (PIT, Piano cave, PRAER) e comunale (Regolamento agri marmiferi e Piani attuativi di bacino estrattivo) che stabilisce le condizioni alle quali può essere esercitata l’attività estrattiva sono dunque inutili orpelli: o si chiudono tutte le cave (con la sottintesa minaccia della conseguente disoccupazione) o si lascia loro mano libera, senza alcuna regolamentazione. Esalta poi, in modo subdolo e accattivante, lo sviluppo dell’industria delle «materie oggi definite di scarto», industria sicuramente valida per i veri scarti, non certo per giustificare le cave di detriti, vietate per legge. Ciò è retoricamente funzionale all’artificio di appellarsi al buonsenso, per sostenere che occorre «tener conto delle peculiarità di ogni cava» e per respingere «unità di misura più vicine a logiche burocratiche che non alla reale situazione delle lavorazioni in cava», dove le logiche burocratiche sarebbero i requisiti di legge per autorizzare le cave (almeno il 25% dell’escavato, che passerà al 30% col piano regionale cave). In altre parole, suggerisce Assindustria, se la cava Amministrazione (non a caso in mano all’Omya, la multinazionale del carbonato) produce solo il 9% di blocchi, perché non dovremmo autorizzarla rispettando la sua peculiarità?».

«Assindustria conclude contrapponendo alle sterili posizioni “pericolosamente ideologiche” di Legambiente (ma, implicitamente, anche del Comune e della Regione) a quelle di imprenditori con respiro internazionale. Saremmo ben contenti – conclude Legambiente – di interagire con una vera imprenditoria moderna, caratterizzata, come sappiamo, dal rispetto della legalità, della sicurezza, dell’ambiente. Assindustria, purtroppo, sembra ancora legata a posizioni (non ideologiche, per definizione!) riassumibili nella massima “ridateci il Far West”. Ma pensa davvero che i carraresi abbiano ancora l’anello al naso e si lascino raggirare da una retorica patetica?».
Lunedì 11 febbraio 2019 alle 17:25:28
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