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A tre anni dall’alluvione Legambiente fa "il punto delle idee"

Tra le proposte ampliare l'alveo di 3-4 volte delocalizzando le segherie

A tre anni dall’alluvione Legambiente fa `il punto delle idee`
Carrara - A tre anni dall’ultima alluvione, Legambiente fa il punto delle sue proposte.

Il Masterplan del Carrione. "La principale critica rivolta allo studio Seminara - spiega Legambiente - riguarda l’approccio strettamente idraulico, che tratterebbe i corsi d’acqua come tubi e non terrebbe in adeguata considerazione il valore storico e affettivo di alcuni elementi architettonici (con l’indi­cazione di abbattere o sollevare alcuni ponti, in particolare ponte Mulino Forti e ponte della Bugia)".

Legambiente condivide solo in parte questa critica: "se è vero, infatti, che i corsi d’acqua non possono essere concepiti solo come tubi, è altrettanto vero che, se vogliamo evitare alluvioni, devono funzionare anche come tubi. Non si tratta dunque di contrapporre il soddisfacimento dei requisiti idraulici alla tutela del patrimonio storico-architettonico, degli ecosistemi fluviali e delle sorgenti, ma di fare ogni sforzo per soddisfare tutti i requisiti".

Invita pertanto a un atteggiamento costruttivo che, "prendendo atto dei dati idraulici (previa loro verifica), individuai ogni possibile soluzione per salvare (se possibile) i ponti storici e, più in generale, per conseguire la riqualificazione fluviale e quella urbanistica dell’intero territorio, dai monti al mare".

Portate di piena previste: rivedere i calcoli. "Approfondendo l’analisi del modello idraulico Mobidic, Legambiente ha scoperto che è stato alimentato con dati errati: inspiegabilmente, infatti, nonostante la loro elevata permeabilità, i ravaneti sono stati considerati impermeabili".

Trattenere acque al monte: i ravaneti-spugna. "Considerato che i ravaneti attuali, ricchi di terre, accrescono il rischio idraulico, ecco l’idea di Legambiente: trasformarli da fattore di rischio in fattore di sicurezza. Si tratta di smantellare i ravaneti, ripulirli dalle terre (che ne innescano la franosità) e ricostruirli con sole scaglie pulite. I ravaneti, così ripuliti, si comporterebbero come grandi spugne che assorbono le acque meteoriche e le rilasciano poi lentamente, riducendo notevolmente i picchi di piena: questa “grande opera” potrebbe dare un contributo rilevante alla riduzione del rischio alluvionale".


Ripristinare gli alvei montani ora occupati da strade. "Nel corso del tempo, numerosi alvei montani sono stati occupati da strade asfaltate: i bacini montani sono stati così trasformati in una vera e propria “fabbrica del rischio alluvionale” che sembra pensata proprio per far convergere rapidamente le precipitazioni a Carrara, sottoponendola a picchi di piena esasperati". Ecco allora la proposta: "ripristinare gli alvei originari, smantellando le strade che li occupano e ricostruendole a quota più elevata. Si otterrebbe così un’ulteriore sensibile riduzione del rischio alluvionale (assieme alla riqualificazione naturalistica dei corsi d'acqua)".

"Rinnoviamo quindi la nostra proposta di ampliare l’alveo di 3-4 volte, delocalizzando le segherie e altri insediamenti artigianali che fiancheggiano il Carrione. Salvo situazioni localizzate, ciò sarebbe possibile lungo l’intera asta fluviale, da Carrara al mare. La proposta non confligge con il progetto idraulico del masterplan, ma ne sarebbe un auspicabile completamento, poiché accrescerebbe notevolmente il livello di sicurezza".

Accesso camionabile al porto: allargare la foce, rimuovere i piloni . "Il nuovo accesso portuale previsto dal 1° lotto del Water Front è una vera e propria sfida alla prudenza. Infatti, alle criticità attuali (foce stretta e piloni in alveo), aggiunge un nuovo pennello per prolungare la foce in mare e una sua larga tombatura per realizzare, in mare, il nuovo ponte camionabile.

La nostra idea alternativa presenta grandi vantaggi idraulici e ambientali: si tratta di demolire il ponte di viale Da Verrazzano sostituendolo con uno a campata unica (quindi senza piloni in alveo) che, dalla rotonda di viale Zaccagna, entrerebbe direttamente in porto, a monte del ponte ferroviario".

Il parco lineare costiero. "Per completare l’opera, riproponiamo la nostra idea (avanzata nel 2008) di realizzare un parco lineare costiero nell’area tra la foce del Carrione e quella del Lavello (il piazzale ex simposio). L’area, così riqualificata con scalinata d’accesso, sedute, siepi, punti ombra, percorsi, rivegetazione, postazioni pescatori, e restituita ai cittadini e ai turisti, diverrebbe partico­larmente attrattiva per lo svago".

"Considerato lo stretto legame tra la sistemazione idraulica del Carrione –oggi, di fatto, interamente delegata alla Regione– e il futuro assetto del territorio, chiediamo all’amministrazione di rivendicare la pianificazione strategica dell’intero territorio. Ben venga, infatti, il contributo tecnico e finanziario della Regione, ma il futuro del nostro territorio deve restare saldamente nelle nostre mani, non può essere delegato a nessuno!".
Mercoledì 8 novembre 2017 alle 11:20:51
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