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«Meglio rimandare il taglio dei pini per salvaguardare gli uccelli»

Lo ha scritto alle istituzioni locali l'esperto della Lipu che ha inviato una missiva a sindaco, assessore, carabinieri e polizia provinciale

la lettera
Carrara - Meglio rimandare l'intervento di taglio dei pini in viale Colombo a Marina di Carrara per tutelare gli uccelli. Il parere arriva da Marco Dinetti, responsabile dell'ecologia urbana della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) che ha inviato una lettera dettagliata al sindaco di Carrara, Francesco De Pasquale, l'assessore ai lavori pubblici Andrea Raggi, al gruppo carabinieri forestali di Massa-Carrara e alla polizia provinciale. La riportiamo di seguito.

Gentili Signori,
in merito all’abbattimento di alberi (pini) sul Viale Colombo a Marina di Carrara (MS) e di altre simili situazioni che si dovessero presentare, anche in altre città, la Lipu, sulla base della normativa nazionale e regionale nonché di pareri istituzionali e di evidenze tecnico-scientifiche, riporta quanto segue:
la fauna selvatica costituisce patrimonio indisponibile dello Stato ai sensi della Legge 157/92 che recepisce convenzioni internazionali;
la stessa Legge 157/92 agli articoli 3 e 21 lettera “o” tutela nidi, uova e piccoli nati degli uccelli;
la Legge regionale Toscana 30/2015 all’art. 79 comma 2 lettera “d” vieta la distruzione delle uova e dei nidi, inoltre alla lettera “b” dello stesso articolo vieta il deterioramento e la distruzione dei siti di riproduzione o di riposo delle specie animali ricomprese nell’allegato II della Convenzione di Berna.
L’aver distinto i due elementi (nido, sito di riproduzione) porta a capire che il legislatore è voluto andare oltre alla tutela del nido come “oggetto” puntuale, comprendendo nella protezione l’ambiente che lo può ospitare (anche potenzialmente);
alberature, siepi, cespugli ed altre forme di vegetazione corrispondono tutte, sotto il profilo scientifico, a siti di riproduzione per l’avifauna, in particolare se la stagione in cui ci troviamo è quella idonea (primavera);
dal Calendario delle nidificazioni in Toscana del COT – Centro Ornitologico Toscano, si evince che i mesi in cui si concentra la riproduzione degli uccelli va da (marzo) aprile a giugno (luglio);
sempre sotto il profilo tecnico-scientifico, ed in virtù degli standard internazionali degli atlanti ornitologici, una nidificazione si classifica come “possibile” quando una specie viene contattata nel proprio habitat di nidificazione, nella stagione idonea;
il citato allegato II della Convenzione di Berna ricomprende molte specie comuni nelle città, quali i Sylviinae (es. Capinera Sylvia atricapilla, Occhiocotto Sylvia melanocephala), Regulinae (Fiorrancino Regulus ignicapilla), Muscicapinae (Pigliamosche Muscicapa striata), Paridae (Cinciarella Cyanistes caeruleus, Cinciallegra Parus major), Certhiidae (Rampichino Certhia brachydactyla), Fringillidae (Verzellino Serinus serinus, Verdone Chloris chloris, Cardellino Carduelis carduelis), ecc.;
la localizzazione dei nidi di queste specie è particolarmente difficoltosa anche per un ornitologo esperto, perché spesso si tratta di nidi molto piccoli (circa 5 cm di diametro) abilmente nascosti tra le fronde e la vegetazione; in alcune specie la nidificazione avviene all’interno di cavità nel tronco e nelle branche, anche a notevole altezza, ed in queste circostanze gli uccelli entrano in fori inferiori a 3 cm di diametro.

Queste considerazioni sono confermate da un parere ISPRA in nostro possesso. Al di là dell’opportunità di scelte urbanistiche rivolte all’abbattimento di alberi –in merito si ricordano i numerosi “servizi ecosistemici” del verde urbano, tesi al miglioramento della qualità dell’ambiente e della salute psico-fisica dei cittadini (come confermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla FAO delle Nazioni Unite)- si rileva come l’unica strada possibile per tutelare la fauna e relative nidificazioni sia quella di astenersi dall’effettuazione di potature e abbattimenti in primavera, se non per conclamate e imminenti esigenze di sicurezza pubblica (stabilità delle piante).

Per questa ragione, i regolamenti comunali sul verde delle città che si sono mosse in questa direzione prevedono una finestra temporale primaverile di rispetto.

Il coinvolgimento attivo della cittadinanza è contemplato e promosso dalle “Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile” prodotte nel 2017 dal Ministero dell’Ambiente. Questo prevede lo scambio di informazioni con associazioni di cittadini, la raccolta e accoglimento di segnalazioni da parte dei cittadini, fino alla partecipazione e coinvolgimento alla gestione del verde da parte dei portatori di interesse (pagg. 52-53).

Dovrebbe quindi essere ritenuto come estremamente positivo l’interessamento della gente verso la tutela dell’ambiente e della cosa pubblica, nonché la richiesta agli enti preposti del rispetto e applicazione della normativa vigente.
Leggendo l’articolo pubblicato su un quotidiano del 19 giugno 2019 è da ritenere priva di qualsiasi fondamento scientifico la notizia che il Merlo Turdus merula non nidifichi sugli alberi. Infatti nel testo più autorevole (Brichetti P. e G. Fracasso, 2008. Ornitologia Italiana. 5 Turdidae -Cisticolidae. Perdisa editore, Bologna) si legge che questa specie nidifica sugli alberi anche in misura prevalente, mentre a pagina 352 del manuale di Harrison C., 1988 “Nidi, uova e nidiacei degli uccelli d’Europa” (Franco Muzzio editore, Padova) sta scritto “Il nido è posto alla biforcazione fra i rami di un albero o di un cespuglio”.

In merito al fatto che il Merlo nidifichi su alberi vi sono riscontri diretti anche dalle ricerche effettuate nelle città della Toscana, quali gli atlanti urbani di Firenze e Livorno.

Si precisa che gli scriventi hanno all’attivo centinaia di pubblicazioni scientifiche, essendo anche autori di 8 atlanti ornitologici urbani (inclusi quelli della Spezia, Firenze, Pisa, Livorno). Siamo in possesso di brevetto di inanellatori ISPRA e saremo chairman della Tavola rotonda sull’avifauna urbana al prossimo Convegno Italiano di Ornitologia.

Con la presente si richiede parimenti l’applicazione della normativa vigente, con particolare riferimento all’art. 79 della LRT 30/2015 che impone il divieto di manomettere i siti di riproduzione (quali possono essere alberature ed altra vegetazione).

Vi è quindi l’esigenza quantomeno di posticipare gli interventi in oggetto in una stagione più idonea.
La Lipu resta a disposizione di enti pubblici e cittadini per ulteriori informazioni di ecologia urbana e per collaborare ad una gestione sostenibile delle città.

Cordialmente

Marco Dinetti
Responsabile Ecologia urbana Lipu


Giovedì 20 giugno 2019 alle 17:53:17
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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