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«Il Ponte di Groppoli? Si sopraelevi o si sposti, ma no alla demolizione»

Lo hanno affermato gli assessori carraresi Bruschi e Scaletti nel corso della Conferenza dei Servizi convocata per discutere del progetto esecutivo di messa in sicurezza del Carrione. I Repubblicani: «Questione prevedibile»

il comune chiede tempo
«Il Ponte di Groppoli? Si sopraelevi o si sposti, ma no alla demolizione»
Carrara - «Serve un tempo ragionevole per valutare la possibilità di conservare il ponte di Groppoli, nel rispetto delle norme sulla sicurezza idraulica»: è il messaggio che il Comune di Carrara ha formalizzato questa mattina in occasione della Conferenza dei Servizi per la valutazione del progetto esecutivo messo a punto dalla Regione Toscana per la sicurezza del Carrione che prevede l’abbattimento di cinque passerelle sul torrente situate in centro città. L’intervento messo a punto dai tecnici della Regione implica la rimozione di quattro attraversamenti che servono o servivano attività produttive ma anche la demolizione del ponte di Groppoli, una struttura storica a cui i carraresi sono molto legati.

Dando voce alle istanze dei cittadini, l’amministrazione si è presentata alla Conferenza dei Servizi chiedendo alla Regione di prendere tempo per valutare la possibilità di “salvare” il ponte storico: all’appuntamento hanno partecipato l’assessore all’Urbanistica Maurizio Bruschi, l’assessore all’Ambiente Sarah Scaletti e il dirigente del settore Urbanistica Roberto Bologna. Questo, illustrati i pareri tecnici, ha dato voce alla richiesta dell’amministrazione comunale di chiedere un «tempo ragionevole per valutare, nel rispetto delle norme sulla sicurezza idraulica, la possibilità di conservare il ponte di Groppoli nella sua integrità mediante sopraelevazione o traslazione in altro loco, da decidere».

Al di là delle sorti dell’attraversamento, il Comune ha chiesto inoltre ai tecnici della Regione di valutare l’opportunità di sopraelevare gli argini nella zona in cui sorge il ponte storico. Sempre in occasione della conferenza dei servizi di questa mattina, il Comune ha chiesto alla Regione di entrare in possesso dei manufatti in ferro su cui corrono i vecchi binari della Marmifera e che costituiscono due attraversamenti da rimuovere: per l’amministrazione sono una «testimonianza della memoria dell’antico tracciato dell’infrastruttura» e dunque devono essere valorizzarli attraverso l’esposizione al pubblico in una sede appropriata, vale a dire il Museo del Marmo.

«Sono convinto che il percorso che stiamo tentando di aprire con la Regione vada nella giusta direzione perché tiene insieme la necessità di mettere in sicurezza il Carrione e quella di conservare la memoria del nostra città. E’ con questo spirito che parteciperò, sabato, alla manifestazione “I ponti del cuore” organizzata da alcune associazioni locali» ha aggiunto il sindaco Francesco De Pasquale.

Intanto sull'argomento ponti intervengono anche i Repubblicani. Riportiamo di seguito il loro intervento.
Il problema della demolizione dei ponti e passerelle meritava una programmazione attenta degli interventi alla luce del masterplan prodotto dalla Regione. Il PRI di Carrara, sviluppando temi ed argomenti territoriali, ha analizzato quando riportato in questi giorni a mezzo stampa in cronaca, in riferimento al progetto esecutivo per la messa in sicurezza per il rischio idrico di portata trentennale del Carrione redatto dal settore idrogeologico della Regione Toscana. In questo lotto del progetto, secondo quanto emerso, si fa riferimento alla demolizione del piccolo storico ponticello di Groppoli, del ponte a raso ex-ferroviario e passerella privata che attualmente permette l’accesso alla zona produttiva di S. Martino ed altre due passerelle. Non si fa alcun riferimento al masterplan degli Interventi di mitigazione del rischio idraulico sul Bacino del Torrente Carrione che individua già la criticità della piattaforma a raso antistante a monte del ponte storico “Alle Lacrime”, attualmente adibito alla sosta ed accesso pedonale per i residenti dello stabile ex-mulino Forti. Detta piattaforma è una evidente strozzatura nell’alveo del fiume Carrione, la cui demolizione è necessaria perché risulta molto più pericolosa rispetto ai ponti e passerelle di San martino e Groppoli, mentre lo storico Ponte della Bugia è definito la maggiore strozzatura nel tratto cittadino. Risultano altrettanto pericolosi altri due ponticelli a raso posti in via Colonnata ubicati subito il Ponte di Ferro, ingresso a nord del centro storico cittadino. Riteniamo che se si vuole raggiungere una sicurezza idraulica trentennale del Carrione nell’attraversamento del Centro Storico cittadino, si debba dare seguito alla totalità del progetto partendo ovviamente dalle priorità. La proposta progettuale dello S.I. “Seminara” elenca gli interventi nel tratto del Carrione che attraversa il centro di Carrara: Ponte Forti – eliminare; Fabbricato Forti – eliminare (o rialzamento del solaio più basso); Ponte della Bugia – eliminare (un rialzamento di un ponte in muratura di pietrame sembra non realizzabile). E prosegue indicando di rivedere le quote dei muri di sponda per contenere la portata di progetto e, ancora più importante, verificare che le pareti delle case che fanno da muri d’argine di fatto, non abbiano aperture interessate dai livelli di piena. Qualora questa condizione non sussista, la cosa più sicura è provvedere a murare queste aperture o munirle di presidi idraulici (chiusure a tenuta stagna) che però devono prevedere idonee informative di Protezione Civile in capo al Comune di Carrara. Dunque oggi la cittadinanza prende atto solo una parte del progetto perché si è passati alla fase esecutiva per questi 5 ponti e/o passerelle ma se si legge il masterplan dovremmo fin da subito pianificare le conseguenze degli interventi a livello Comunale senza far sentire la nostra voce solo all’atto della conferenza dei servizi. Perché se da un lato sono prioritarie la sicurezza idraulica e la salvaguardia dei residenti del centro storico, non possiamo parlare sui giornali di salvare il ponticello di Groppoli o pensare di recuperare la passerella dell’ex Marmifera, quando lo storico ponte della Bugia è definito una criticità idraulica quando rappresenta una parte della storia di Carrara legata alle Cave ed i Cavatori. I proprietari delle case lungo l’argine sono consapevoli che i prossimi interventi riguarderanno le loro abitazioni o attendiamo che scendano in piazza a protestare quando dovranno adeguare o tamponare le aperture sotto il franco idraulico.
L’esempio è il ponte a raso ex ferroviario di S. Martino, si poteva pensare a un suo recupero ai fini mueseali e contestalmente aver già programmato una ricostruzione a quota sopraelevata rispetto all’esistente, onde non interrompere le attività produttive ed artigianali esistenti, che avrebbero difficoltà ad essere raggiunte da Via Carriona. L’area sudetta ospita una cooperativa di giovani artigiani artistici del marmo che con la loro attività e le loro iniziative stanno dando impulso e lustro ad un’area finalmente riqualificata.
Evitiamo di trovarci sempre a risolvere i problemi in emergenza ma cerchiamo di dare la giusta importanza alla pianificazione e programmazione degli interventi sul territorio, una città è una entità complessa che non può essere gestita come un condominio che risolve i problemi solo quando questi si manifestano.
Giovedì 21 marzo 2019 alle 17:19:55
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