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Ultimo aggiornamento ore 12.51 del 20 Febbraio 2019

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«Bettogli, è prevalso il buon senso. La cima è salva. No al ricatto occupazionale»

Legambiente Carrara commenta la decisione della conferenza dei servizi di non accogliere il progetto di messa in sicurezza che prevedeva il taglio di una parte della vetta del monte

«serve un confronto»
«Bettogli, è prevalso il buon senso. La cima è salva. No al ricatto occupazionale»
Carrara - «Stando alle prime notizie, la cima del monte Bettogli è salva: la conferenza dei servizi avrebbe respinto per motivi paesaggistici il progetto della cava Calocara A, che prevedeva di “rosicchiare” dal retro e dai fianchi la cima (preludio al suo futuro spianamento), per riprendere l’escavazione a gradoni del versante. Alla ditta sarebbe stato chiesto un cambiamento radicale: scavare in galleria». Si apre così la nota di Legambiente Carrara che sottolinea come nella scelta della conferenza dei servizi sia prevalso il «buon senso» e sia stato «respinto il ricatto occupazionale». Riportiamo di seguito il commento integrale dell'associazione ambientalista.

L’impresa: disprezzo per l’ambiente e ricatto occupazionale
Sul piano tecnico la ditta Gemignani e Vanelli Marmi, nel contestare «l’immotivata decisione di salvaguardare il profilo montuoso» (la bocciatura del piano precedente, che prevedeva il taglio della cima), era stata molto esplicita: ancorché il progetto odierno riguardasse solo la bonifica (cioè il rosicchiamento) della cima, questa fase estrattiva era «prodromica al progetto completo» … «tenendo ben presente … l’obiettivo cui si dovrà tendere» (lo spianamento della cima) «al fine di gettare le basi per un effettivo razionale sviluppo che dovrà forzatamente seguire».
Sul piano politico la posizione della ditta era altrettanto chiara. L’eventuale bocciatura del progetto avrebbe comportato l’impossibilità di proseguire l’escavazione in sicurezza e, dunque, la chiusura della cava e i licenziamenti.

Il Comune: fermezza e buonsenso
L’amministrazione comunale ha sempre dichiarato che non intendeva chiudere la cava, ma solo assicurarsi che la prosecuzione dell’attività avvenisse «nel rispetto delle norme»; aveva pertanto chiesto all’impresa di presentare un nuovo progetto, che fosse sostenibile. L’impresa non ha accolto tale richiesta, preferendo ricorrere al classico ricatto occupazionale.
Grazie al buonsenso degli enti rappresentati nella conferenza dei servizi e alla fermezza sul rispetto delle leggi, i cavatori possono oggi guardare serenamente al loro futuro: scaveranno in galleria anziché all’aperto.

Cavatori e sindacati: riflettere sugli errori
Forse, però, dovrebbero riflettere sul comportamento adottato in questa vicenda. È stato giusto accettare il ricatto occupazionale, appiattirsi sulle richieste dell’impresa, pretendere il taglio della cima, inimicarsi i cittadini, esercitare velate minacce ai tecnici comunali (ai quali va la nostra piena solidarietà)?
È giusto ancor oggi, dopo questa conclusione positiva, chiedere al Comune un ripensamento e insistere con proposte umilianti (un’elemosina alla città, che la ditta dovrebbe elargire come risarcimento del danno)? Noi crediamo di no e ci auguriamo che questa vicenda inneschi una approfondita riflessione.

Legambiente: invitiamo i cavatori a un percorso di confronto
Dall’accesa discussione tra Legambiente e cavatori, avvenuta venerdì nella piazza sotto l’ufficio marmo, pur nella netta disparità di vedute, sono emersi la reciproca disponibilità e l’interesse ad aprire un percorso di confronto (anche con sopralluoghi congiunti alle cave), per verificare eventuali punti di convergenza.
Legambiente è pronta a contribuirvi discutendo con cavatori e sindacati le proposte che avanza da anni per raggiungere contestualmente gli obiettivi dell’incremento dell’occupazione, della tutela del paesaggio, delle sorgenti, dei fiumi e della prevenzione del rischio alluvionale. Non appena saranno confermate le decisioni della conferenza dei servizi, riproporremo con maggior dettaglio a cavatori e sindacati questo percorso di confronto, finora vanamente tentato.
Lunedì 17 dicembre 2018 alle 18:14:35
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