Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione massa carrara 0585 027167
PUBBLICITA'
Contattaci
Ultimo aggiornamento ore 07.17 del 4 Agosto 2020

Facebook La Voce Apuana Twitter La Voce Apuana RSS La Voce Apuana

«Beni estimati, il Comune verifichi quali sono censiti nel Catasto del 1822»

«Beni estimati, il Comune verifichi quali sono censiti nel Catasto del 1822»
Carrara - "La mancata chiarezza sui beni estimati, lo pseudo “garbuglio”, è legata alla volontà
politica - condizionata dai rapporti intrecciati tra concessionari e classe dirigente locale, tra concessionari e amministratori, di non risolvere la questione. Il rimando ad una legge nazionale è ancora un modo per dilazionare i tempi, così come l’invocazione alla proprietà comunale dell’intero comparto". Si esprime così Florida Nicolai, in una nota congiunta con Franca Leverotti e Roberto Bernucci, con l'obiettivo di "togliere qualsiasi alibi all’inerzia (o alla non volontà) da parte del Comune di raggiungere, intanto, un punto fermo che non è né difficile né contestabile perché basato su un documento ufficiale".

"I beni estimati - specificano infatti i tre - sono solo quelli censiti nel catasto del 1822 (70 anni dopo la dichiarazione di Maria Teresa e, dunque, più estesi di quelli di metà Settecento) e
solo questi hanno diritto a non pagare il ridicolo affitto annuale, ma limitatamente
all’estensione che risulta nel 1822. La ricognizione è fattibilissima perché un centro universitario li ha georeferenziati e questo materiale è in mano all’Amministrazione. Il Comune verifichi pertanto quali sono i “beni estimati” almeno secondo il Catasto del 1822, ponendo fine al danno erariale. Gli “ampliamenti” dovuti alla compiacenza dei notai nel momento delle successioni, delle compravendite e delle strategiche e frequenti fusioni per incorporazioni o
cambi societari, devono essere ricondotti alla proprietà comunale. Tutto ciò che non è censito nel catasto di Maria Beatrice non è sicuramente bene estimato. E ciò nella consapevolezza che, purtroppo, anche molti di tali “beni estimati” sono il frutto di usurpazioni".

E' sempre Florida Nicolai, poi, a segnalare un errore nella mappa allegata ai Pabe, mappa che continua ad essere utilizzata e allegata ai documenti ufficiali dal Comune. "Sarebbe interessante capire il perché di questo errore - scrive Nicolai - ma questo è un aspetto che vorrò approfondire successivamente. “Sogno o son desto?” - così esordisce il comunicato. "L’interesse di questi giorni ai Pabe di Carrara invita il lettore a leggere e compulsare la
documentazione fatta propria dal Comune e approvata dalla Regione. Suscita sorpresa trovare in più parti di tale documentazione una mappa dell’area Parco che presenta invertiti i colori che rappresentano l’area Parco e l’area contigua. Una “svista” clamorosa, ma ancor più clamoroso che il Comune abbia fatto propria una carta regionale. Suscita sconcerto che questa carta sia quella del PIT che, nel sito della Regione, appare con il logo della Regione a sinistra e con il logo del Mibact, con il quale il PIT è stato copianificato, a destra. Vista l’arrendevolezza del Ministero nel co-pianificare un PIT che lede proprio quel Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio che il Ministero dovrebbe tutelare e far rispettare, sembra legittimo porsi
la domanda: “Quale mappa è stata presentata al Ministero? Quella vera o quella con le aree
invertite dove i bacini estrattivi risultano presenti non in area Parco ma in area contigua?” "Ritengo opportuno, pertanto, - conclude la donna - chiedere all’Amministrazione una spiegazione per questa immaginifica carta che non corrisponde alla realtà".
Martedì 28 luglio 2020 alle 12:21:13
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Massa Carrara




-


















Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Massa n° 4/2017
Direttore responsabile: Matteo Bernabè

Contatta la Redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Liguria News