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«Agri-turismo e sicurezza idrogeologica nel futuro dei paesi a Monte»

L'assessore all'Urbanistica di Carrara Bruschi ha presentato il Piano operativo comunale relativo alle zone montane della città

«recuperare e valorizzare»
«Agri-turismo e sicurezza idrogeologica nel futuro dei paesi a Monte»
Carrara - Piano operativo comunale per la Carrara del futuro. Si è svolto lunedì nella sala di rappresentanza del Comune di Carrara il primo incontro con la cittadinanza dedicato ai paesi a monte. Di seguito riportiamo l'intervento integrale dell'assessore all'urbanistica Maurizio Bruschi.

Con il Piano Operativo Comunale (Poc) abbiamo puntato su due temi: riuso edilizio e ambiente. Riuso edilizio inteso come manutenzione, recupero e ristrutturazione del patrimonio edilizio e infrastrutturale esistente, assumendo il limite al consumo di suolo come il punto di partenza per organizzare gli insediamenti. Ambiente inteso come tentativo di definire un “progetto di suolo resiliente”, che possa cioè contribuire a mitigare gli effetti di uno sfruttamento delle risorse ambientali anche per incrementare la sicurezza idrogeologica. Il “progetto di suolo resiliente”, diventa il tema centrale del progetto urbanistico e delle strategie di medio e lungo periodo delle politiche pubbliche.

La grande scommessa sui paesi a monte è mettere l’attenzione sulle aree di margine degli insediamenti storici, nelle relazioni dei paesi con il territorio aperto, attraverso: lo sviluppo delle potenzialità multifunzionali delle aree agricole e forestali della collina e della montagna; coniugando funzioni produttive con funzioni di presidio idrogeologico, ambientale e paesaggistico; incentivando la mobilità lenta, le attività del tempo libero e dello svago; avviando nuove forme di ricettività; aiutando il territorio ad intercettare quanti più possibili finanziamenti che riducano sensibilmente i costi di investimento tema peraltro di grande attualità nelle politiche comunitarie.

I paesi a monte sono stati interessati da dinamiche di spopolamento e scivolamento a valle della popolazione, con conseguente abbandono delle pratiche agricole di versante e rinaturalizzazione degli spazi aperti. Siamo davanti a una crisi sistemica, noi pensiamo che l’attività agricola sia una delle vie di uscita dalla crisi, anche se la formula non è così scontata. Occorre dare valore all'entusiasmo che oggi tanti giovani stanno dimostrando per l'attività agricola, considerando il comparto come uno dei più sani e potenti mezzi per reagire alla crisi, senza dimenticare mai che il lavoro agricolo, peraltro, era anche un presidio per la pulizia dei fossi, dei boschi e il mantenimento delle colline affinché non franassero".

Tra i paesi a monte, c’è un patrimonio nascosto, dimenticato, da riqualificare costituito dal il sistema delle strade che collegavano la costa con l’Appennino: si tratta di un sistema che va solo rispolverato, riqualificato e messo a sistema per la realizzazione sia di percorsi in sede dedicata (piste ciclabili, sentieri, ippovie) sia di itinerari tematici che utilizzino la rete infrastrutturale esistente (naturalistici, storico-culturali, gastronomici). E qui un ruolo determinate dovrà svolgerlo il recupero della Ferrovia Marmifera con la sua presenza di rete ferroviaria diffusa e permeabile (ricchezza di stazioni e fermate), di valore patrimoniale anche per le caratteristiche tipologiche e tecniche dei manufatti presenti (ponti, gallerie, tracciati).

Pensate alle occasioni di lavoro che questi modi di recupero ambientale e paesaggistico possono attivare (le guide, chi porta con gli asini i turisti per le montagne, i rifugi, le stazioni della marmifera come punti di ristoro, chi affitta e aggiusta le bike, le pareti di roccia, la loro manutenzione, la vendita di attrezzature, ecc.). Le infrastrutture di questo sistema ricettivo diffuso sono costituite dalla rete mobilità della mobilità lenta che permette la connessione tra la costa e l’entroterra apuano in direzione dell’appennino, una cerniera territoriale che si sviluppa tra Sistema Apuo-Versiliese - Apuane - Appennino - Costa ligure, con l’obiettivo di connettere la Via Francigena e la Ciclopista Tirrenica con l’entroterra.

I Paesi a Monte se recuperati e valorizzati, possono rappresentare un’attraente e vincente offerta turistica, l’albergo diffuso è uno dei modello di accoglienza rispettoso dell’ambiente e dell’identità dei luoghi, che consente ai turisti di immergersi nella cultura e nelle tradizioni locali, godendo, oltre che dei servizi necessari, anche dell’accoglienza di un’intera comunità.
Mercoledì 11 settembre 2019 alle 11:46:25
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