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Chiusura annunciata, quale futuro per le società?

Il mister del Vallizeri Matteo Della Bartolomea: “Nessuno di noi può essere messo a rischio per un divertimento”

Chiusura annunciata, quale futuro per le società?
Terza Categoria - Riprendiamo la nostra carrellata di interviste del mondo dilettantistico. A breve sarà annunciata la definitiva sospensione, l’ufficialità ci sarà probabilmente con il Consiglio Federale in programma l’8 maggio, dopo tale data oltre all’esito si saprà come saranno gestite eventuali promozioni e retrocessioni. Torniamo al campionato di Terza Categoria, stagione purtroppo interrotta nel momento clou, si stava rivelando uno dei tornei più avvincenti sotto tutti i profili di questi ultimi anni. A otto giornate dalla fine ben cinque compagini erano in lotta per il titolo, con l’agguerrita corsa al piazzamento dei playoff. Cerreto che era pronosticata da tutti gli addetti ai lavori come la favorita, incalzata dalla Mtg. Seravezzina seguita da un tris di club come l’Azzurra e le due sorelle lunigianesi Mulazzo e Vallizeri, con l’eventuale inserimento dello Spartak Apuane.

Al nostro microfono virtuale è il nuovo tecnico dei valligiani Matteo Della Bartolomea, subentrato in corsa nel club biancoazzurro al secondo anno di attività:

Mister il calcio dei dilettanti ha i giorni contati, dovrebbe arrivare la sospensione o chiusura della stagione cosa ne pensi? “Penso che allo stato attuale sia inevitabile. Ci sono squadre di serie A e B che non hanno mezzi e strutture per rispettare il protocollo immaginiamoci dalla serie D in giù .

Purtroppo, ancora dopo due mesi dalla nostra interruzione ci sono altre priorità: la salute,il lavoro… mi sembra irresponsabile puntare i piedi per tornare negli impianti senza le dovute cautele e vedo solo un falso interesse nel parlare di questo.
Mi spiego meglio, ho letto tanto e ascoltato tutti o quasi, generalizzando a tutte le categorie chi ha posizioni buone nella classifiche sta forzando per ripartire, chi invece sta lottando per non retrocedere chiede annullamento della stagione così nel mentre si è risparmiato anche qualche rimborso. Di cosa stiamo parlando?


Come state vivendo questo lungo periodo di inattività, come è stato il tuo campionato fino all’interruzione? “Sento i ragazzi sul gruppo quasi quotidianamente, innanzitutto per sapere i loro stati di salute e delle loro famiglie e poi perché comunque mando settimanalmente un programma di lavoro da svolgere nelle loro abitazioni. Quando ho accettato la panchina biancoblu ho preso un impegno con la società ma soprattutto con i ragazzi e quindi mi sembrava giusto e doveroso arrivare in fondo nella maniera più professionale possibile. Finché ci sarà un briciolo di speranza dobbiamo crederci e se come sembra non si ripartirà beh, ho avuto l’ennesima conferma che fino in fondo si sono comportati da veri uomini e da professionisti. Dal punto di vista della mentalità questo gruppo di ragazzi è notevolmente migliorato e la classifica rispecchia ciò che di fantastico hanno fatto. Io c’ho sempre creduto, il lavoro alla lunga paga sempre, dispiace solo non poter aver potuto a termine il tutto, sarebbe stato un vero miracolo sportivo. Approfitto di questa possibilità per ringraziarli, vada come vada mi hanno dato tanto,tantissimo; non si pensa mai al tempo che si toglie alla propria famiglia e al lavoro per questo fantastico sport. Loro lo hanno fatto,Grazie !!!

Che decisioni verranno prese, come finiranno i campionati, come potrebbero ripartire, una tua eventuale proposta? “Non sono io a dover dare giudizi e consigli su ciò che dovrà fare la Federazione in caso di stop, sennò andrei contro a quello che ho esternato all’inizio della mia intervista. E’ chiaro che soprattutto a livello dilettantistico prima di ripartire è giusto tornare ad una normalità vera e propria, nessuno di noi può essere messo a rischio per un divertimento. Non dimentichiamoci però che è proprio a questi livelli che il calcio ha bisogno di sussidi economici importanti, per la sicurezza, per impianti e materiali non a norma, questo già prima della pandemia.
Il nostro auspicio è che la Lega Dilettanti possa ottenere risorse vere e proprie da chi di dovere, perché non è da escludere che la maggior parte delle nostre squadre il prossimo anno rischino di non ripartire. Tutto ciò non è giusto e corretto, sai perché? Si dice che il calcio è tutto uguale dalla terza categoria alla serie A, beh ora sta ai vertici alti dimostrarlo”.

Martedì 5 maggio 2020 alle 16:22:34
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo post è a cura della A.S.D. Sportivamente


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