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Ultimo aggiornamento ore 12.51 del 20 Febbraio 2019

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Fisioterapia: “Iperprogrammazione muscolare: in bilico tra performance e salute”

A cura di Erica Paccini

Fisioterapia
Fisioterapia: “Iperprogrammazione muscolare: in bilico tra performance e salute”
Extra - Premessa

Se si osservano atleti di che praticano il medesimo sport da tempo, indipendentemente dal livello, si nota che ci sono delle particolarità fisiche e morfofunzionali che li accomunano.
Risulta inoltre assolutamente evidente l’esistenza di una stretta relazione tra appropriate caratteristiche fisiche e morfologiche individuali e la pratica di una determinata disciplina sportiva.
La struttura somatica è di grande importanza in ambito sportivo in termini di biomeccanica, in relazione ai costi energetici e per la corretta esecuzione del gesto atletico.
La sua valutazione è un importante fattore di conoscenza importante, in quanto permette una classificazione morfologica e somatica degli atleti, anche giovani.
Esiste quindi un rapporto fra efficienza motoria, rendimento sportivo e alcune caratteristiche muscolari e posturali.

Ripetitività del gesto atletico e Postura

Quando una “postura” crea un fattore di danno o di rischio per sovraccarico meccanico o per ripetitività del gesto si definisce come “postura incongrua”: è questo il caso del calciatore, sia esso professionista o dilettante.
Essendo infatti il calcio un’attività sportiva asimmetrica, esso è causa di squilibri a tutto il sistema tonico posturale.
Tali squilibri possono divenire nel tempo la causa di algie ad articolazioni e muscoli in tempi precoci, e limitare l’atleta nella pratica dell’attività sportiva stessa.

Sappiamo tutti, ad esempio, che ogni calciatore ha un piede che predilige nel calciare il pallone e di conseguenza un piede “d’appoggio”.
In questa situazione, il piede d’appoggio sarà quello a sopportare il carico maggiore, mentre il piede con cui si andrà a calciare, quello interessato al gesto atletico, sarà esente dal carico e su di esso verrà impressa una notevole quantità di forza esplosiva ad alta velocità.

Il “calciare” non è solo uno dei gesti più frequenti nel gioco del calcio, ma anche quello che distingue il calcio dalla maggior parte degli altri sport.
L'azione del calciare il pallone non consiste solo nella semplice flessione dell'anca ed estensione del ginocchio, ma è anche caratterizzata da un'importante componente in adduzione del movimento articolare.
Ne deriva che la pratica intensa di questo sport richiede una potente attività dei muscoli adduttori, che è quindi responsabile dello sviluppo accentuato di questi muscoli e che si può osservare nei giocatori di calcio.
Ciò si riflette nel caratteristico aspetto clinico dell'arto inferiore di questi atleti, contraddistinto da muscoli adduttori molto forti ma anche molto accorciati.
Si sviluppa infatti nei calciatori uno squilibrio muscolare a livello dell'articolazione del ginocchio, con i muscoli adduttori, sul lato interno del ginocchio, molto forti e accorciati e i muscoli abduttori, sul lato esterno, relativamente deboli.

Questo squilibrio muscolare dà origine, attraverso i potenti muscoli adduttori lunghi (gracile, semitendinoso e sartorio), ad un carico compressivo elevato sul compartimento mediale del ginocchio che potrebbe contribuire in maniera significativa allo sviluppo della tipica deformità in varo del ginocchio.
E’ intuibile quindi come si riscontri spesso asimmetria nella “postura del calciatore”.

L’impegno atletico del calciatore è oggi scandito da ritmi di allenamento non indifferenti: i carichi di lavoro costringono a recuperi veloci ed ogni particolare tecnico-atletico deve essere curato nei dettagli e non sempre si ha il tempo di farlo.
Tra questi l’assetto del piede è di fondamentale importanza, non solo ai fini della miglior funzionalità dello stesso, ma anche dal punto di vista posturale, coinvolgendo le articolazioni di ginocchio, anca, bacino e schiena.
La necessità, da parte del calciatore, di dover esprimere un gesto tecnico, spesso di tipo balistico, ad alta velocità o comunque in condizioni di equilibrio precario impone la ricerca del miglior assetto monopodalico.

L’articolazione tibio-tarsica e tutta la struttura del piede del calciatore sono quindi a rischio per l’imprevedibilità e l’occasionalità di talune situazioni di gioco che possono stressare oltremodo le strutture legamentose, oppure per come debbano sopportare un carico massimale anche in condizioni estreme, in relazione a condizioni di terreno duro, dove il trauma metatarsale è frequente in corrispondenza dei tacchetti.
Questi ultimi possono trasmettere gli effetti negativi dell’urto sul terreno all’articolazione metatarsofalangea, un punto anatomico molto delicato. Quando poi la pratica continua negli anni, la mino elasticità tendinea e legamentosa può creare seri problemi.

Se tutto questo vale per il calciatore professionista ancor di più varrà per il giocatore a livello amatoriale,o per giovani calciatori, bambini e ragazzi, che spesso incontrano, ad esempio, campi non in buone condizioni e dove frequentemente la preparazione atletica non è ottimale.

In conclusione, osservando e constatando che anche i professionisti, pur avendo spazi, tempi ed attrezzature adeguati per gli allenamenti, che spesso sono addirittura individualizzati, mostrano e anzi accentuano la caratteristica “postura del calciatore” con tutte le conseguenze precedentemente analizzate, è fondamentale tenere presente che: prendere delle precauzioni già in giovane età per salvaguardare l’equilibrio posturale, quale per esempio l’affiancamento all’allenamento tradizionale di un programma posturale che presti maggiore attenzione ai gruppi e alle catene muscolari meno utilizzate, riduce tutti i principali rischi, i compensi e gli atteggiamenti viziati tipici di questi sportivi, quindi minimizzerà gli infortuni e le possibili conseguenze negative, oltre che migliorare la qualità delle performance.

(nei prossimi articoli approfondimenti sull’ iper programmazione della catena muscolare crociata anteriore, sulle conseguenze di un iper programmazione muscolare precoce e possibili rimedi)

Erica Paccini
Dott.ssa Scienze Motorie
Chinesiologa – Posturologa
Fondatrice e CEO di Fisiogin
Autrice del libro “ Postura su misura”
Per info o chiarimenti: ericapaccini@yahoo.it


Mercoledì 13 febbraio 2019 alle 12:40:18
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo post è a cura della A.S.D. Sportivamente


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